Giornale di Neuropsichiatria dell’Età Evolutiva 03/2025
Editoriale
Renato Borgatti, Elisa Maria Fazzi
Premessa
B. Dalla Bernardina
Bernardo Dalla Bernardina
Perché per comprendere, difendere e testimoniare l’identità della nostra Disciplina, dobbiamo ricordarne le origini; comprendere come la sua specifica modalità di intendere il bambino e il suo sviluppo sia nata dalla convergenza di istanze educative, bisogni sanitari e sociali, sviluppo scientifico e scelte istituzionali coraggiose, sempre tenendo presente il monito di Edmund Husserl che “nel contesto dell’umano la scientificità non può limitarsi a ciò che è misurabile”.
Sabatello 1, in occasione di una lettura in ricordo di Giovanni Bollea affermava: perdere le peculiarità storica della disciplina ci porterebbe ad essere, come scriveva Roman Jakobson: “…una generazione che ha dissipato i suoi poeti”.
E, comunque, perché per poterci immaginare il futuro, dobbiamo ricordare da dove siamo venuti.
E.M. Fazzi
INTRODUZIONE
Negli ultimi decenni, l’“Early Intervention “ (EI) ha trasformato profondamente il modo di concepire l’approccio ai disturbi del neurosviluppo in età evolutiva e nelle popolazioni di bambini a rischio di disordini neuroevolutivi. Origi- nariamente inteso come un insieme di interventi riabilitativi precoci per la prevenzione e la promozione delle funzioni adattive, il concetto di intervento precoce si è evoluto in un paradigma complesso che considera il bambino nella sua totalità bio psico sociale, valorizzando la promozione dello sviluppo ottimale, la prevenzione e l’adattamento dinamico ai contesti di vita.
L’intervento precoce agisce nelle finestre critiche dello sviluppo – in particolare nei primi 1000 giorni di vita – periodo in cui le reti neurali sono altamente plastiche e suscettibili alla modulazione da parte di esperienze ambientali e re- lazionali 1-3. In questa prospettiva, l’EI non si limita alla riduzione dei sintomi o alla gestione delle condizioni cliniche, ma mira alla promozione di competenze sensoriali, motorie, cognitive, comunicative, emotive e sociali, influenzando in modo favorevole le traiettorie evolutive del bambino.
Un approccio efficace integra pratiche cliniche, educative e relazionali in un modello multidisciplinare e personaliz- zato, centrato sulla famiglia e sull’ambiente di vita 3,4,5. Le moderne linee di indirizzo enfatizzano una pratica “neu- roscience informed”, in cui conoscenze neurobiologiche, osservazione clinica e intervento contestuale si integrano per promuovere una clinica della co-costruzione tra operatore, bambino e caregiver 6.
Review
Riassunto
L’Applied Behavior Analysis (ABA) è da decenni uno degli approcci più diffusi nell’intervento precoce rivolto ai bambini autistici, spesso presentato come il trattamento “evidence-based” per eccellenza. Tuttavia, l’adozione generalizzata dell’ABA – in assenza di un confronto critico con le attuali conoscenze sullo sviluppo infantile e sulla neurodivergenza – solleva interrogativi epistemologici, etici e clinici sempre più rilevanti. Questo articolo propone una revisione critica delle basi teoriche, storiche e metodologiche dell’ABA, confrontandole con i mo- delli relazionali e evolutivi più aggiornati. Si mettono in luce le criticità strutturali del paradigma comportamentale, evidenziando come esso riduca la complessità dell’autismo a un insieme di comportamenti da modificare, trascurando la soggettività, la motivazione intrinseca, la creatività e la relazione. Vengono discusse le derive normalizzanti e potenzialmente iatrogene di alcuni approcci ABA, anche nelle loro forme “naturalistiche”, e si analizzano i dati della letteratura più recente che evidenziano una maggiore efficacia clinica e validità sociale degli interventi evolutivi. Infine, si sottolinea l’importanza di un’etica dell’intervento centrata sulla qualità della vita, la validità sociale e l’afferma- zione della neurodiversità, in linea con le prospettive della comunità autistica e con i paradigmi contemporanei della scienza dello sviluppo.
Parole chiave:
disturbi dello spettro autistico, intervento precoce, applied behavior analysis, neurodivergenza
L’intervista
A cura di Marina Caldognetto della Redazione GINPEE
Oggetto dell’intervista: presentazione del libro: “Linee guida per l’autismo in età evolutiva Dalle Raccomandazioni ai percorsi diagnostici terapeutici, assistenziali e educativi” di Giuseppe Maurizio Arduino e Giovanni Valeri
a cura di Carlo Alberto Quaranta della Redazione GINPEE
Oggetto dell’intervista:
Marini C, Rosati A, Fusco L, Mastrangelo M, Izzo F, Olivotto S, Siliquini S, Cordelli DM, Mondardini MC, Vittorini R, Conio A, Battaglia DID, Pulitanò SM, Striano P, Riva A, Sartori S, Tona C, Darra F, Proietti J, Zanus C, Costa P, Parrini E, Guerrini R, Vigevano F, Bartolotta P; Italian Pediatric Status Epilepticus (IPSE) Group. Genetic Etiologies of Epilepsies With Status Epilepticus: Insights From the Italian Pediatric Status Epilepticus Group Cohort. Neurology. 2026 Apr 28;106(8):e214791. https://doi.org/10.1212/WNL.0000000000214791. Epub 2026 Mar 31. PMID: 41915870.
Spazio Associazioni
Migliorare la vita: le Cure Palliative Pediatriche
Recensione
(Ri)trovato in libreria: letture da riscoprire
Una vita da neuropsichiatra infantile
ABSTRACT 4° CONVEGNO NAZIONALE DEGLI SPECIALIZZANDI DI NEUROPSICHIATRIA INFANTILE
AA. VV.
