SOCIETA' ITALIANA DI NEUROPSICHIATRIA DELL'INFANZIA E DELL'ADOLESCENZA
 
 
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Vol. 32  N. 3  Dicembre 2012

CONSUMO DI SOSTANZE ALCOLICHE E VULNERABILITÀ PSICOPATOLOGICA IN ADOLESCENZA

M. Gatta, L. Dal Zotto, S. Schiff, L. Svanellini, J. Lai, M. Salis, M. Penzo, C. Gatto Rotondo, P.A. Battistella, A. Gatta

Recenti studi epidemiologici, condotti sia in ambito nazionale che internazionale, hanno descritto le crescenti dimensioni dell’uso/abuso di alcol in adolescenza, evidenziando dati preoccupanti sia per il continuo ridursi dell’età del primo contatto con le sostanze alcoliche, sia per la diffusione di una nuova modalità di consumo, il “binge-drinking”, responsabile di conseguenze drammatiche per la salute sia a breve che a lungo termine. Alcune ricerche sulla popolazione giovanile, inoltre, hanno rilevato come gli adolescenti che fanno uso di alcolici presentino un’elevata prevalenza di comorbilità psichiatrica, in particolare per i disturbi di personalità, disturbi d’ansia e dell’umore, comportamenti autolesivi.
LE FUNZIONI ESECUTIVE NELLA SINDROME DELLE APNEE OSTRUTTIVE IN SONNO (OSAS) IN ETÀ EVOLUTIVA: STUDIO CASO-CONTROLLO

M. Esposito, L. Antinolfi, F. Precenzano, A. Pascotto, B. Gallai, G. Mazzotta, M. Carotenuto

Numerosi studi sulla prestazione cognitiva e sugli aspetti neuropsicologici dei pazienti adulti affetti dalla sindrome delle apnee ostruttive in sonno (OSAS) sono stati condotti riservando, però, poca attenzione in età evolutiva. Scopo del presente studio è valutare l’influenza dei disordini respiratori del sonno sulle funzioni esecutive in una popolazione di soggetti in età scolare.
SINDROME DA DEFICIT DI ATTENZIONE CON IPERATTIVITÀ (ADHD): CONFRONTO CRITICO TRA DUE PROTOCOLLI DIAGNOSTICI

A. Salmaso, D. Maschietto, A. Bielsa, P.A. Battistella

Nel panorama internazionale i dati di prevalenza dell’ADHD variano a seconda dei criteri diagnostici utilizzati, essendo assente un algoritmo diagnostico comune e condiviso. La variabilità della prevalenza nei diversi Paesi sembra dunque attribuibile più alle diverse definizioni di ADHD che alla variabilità geografica.
LE SINDROMI PERIODICHE DELL’INFANZIA

O. Bruni, L. Novelli, A. Mallucci, M. della Corte, L. Berillo, R. Ferri

Le sindromi periodiche dell’infanzia sono dei disturbi accessuali e ricorrenti, caratterizzate principalmente da dolore e/o sintomi neurovegetativi che vengono considerate dei precursori dell’emicrania. Nella seconda classificazione internazionale dei disturbi emicranici (ICHD-II) sono incluse: emicrania addominale (EA); vomito ciclico (VC); vertigine parossistica benigna (VPB); torcicollo parossistico benigno (TPB); emiplegia alternante dell’infanzia. Altri sintomi periodici non inclusi nell’ICHD-II, sono i dolori ricorrenti agli arti (DA), i dolori addominali ricorrenti (DAR); la cinetosi. In questa review verranno descritte le più comuni sindromi periodiche analizzando i criteri diagnostici, le relazioni con emicrania e sonno e i nuovi approcci terapeutici.
CEFALEA E COMORBIDITÀ

B. Bellini, A. Cescut, V. Guidetti

La cefalea è uno dei più comuni sintomi neurologici riportati in adolescenza, portando ad alti livelli di assenze scolastiche ed essendo associata a diverse condizioni di comorbidità, in particolare di tipo neurologico, psichiatrico e cardiovascolare. Tra i disturbi neurologici e psichiatrici che si associano all’emicrania vanno segnalati, in particolare, la depressione, i disturbi d’ansia, l’epilessia e i disturbi del sonno. Più recentemente, è stata evidenziata una associazione con patologie cardiovascolari, in particolare con l’ictus ischemico. Nei bambini e negli adolescenti, cefalea ed emicrania sono comunemente associate a diverse malattie come ansia e depressione, atopia, ADHD, epilessia, ictus e pervietà del forame ovale (PFO).
CLASSIFICAZIONE DELLE MALFORMAZIONI DEL CERVELLETTO E DEL TRONCO-ENCEFALO

G.M. Di Marzio, G. Abbracciavento, S. D’Arrigo, R. Romaniello, R. Borgatti, E.M. Valente, V. Leuzzi

Con l’avanzamento delle tecniche di neuroimaging si è assistito a un incremento degli studi sulle malformazioni cerebellari e del tronco-encefalo (CBCD), la cui incidenza è stimata in 1 su 5000 nati vivi. La mortalità infantile dei bambini con tali malformazioni varia dal 10 al 66%, mentre la frequenza di disabilità dei bambini che sopravvivono varia dal 45 al 100%. Rimane ancora difficoltoso l’inquadramento nosografico, la definizione di un appropriato work-up diagnostico, la definizione dei criteri prognostici a lungo termine. La diagnosi prenatale di malformazione delle CBCD è causa di interruzione volontaria di gravidanza nel 80% dei casi.
LA MINDFULNESS: UN NUOVO APPROCCIO PSICOTERAPEUTICO IN ETÀ EVOLUTIVA

F. Fabbro, F. Muratori

Scopo del lavoro è fornire le conoscenze di base su una nuova tecnica di psicoterapia presente nella letteratura internazionale e ancora poco conosciuta in Italia. La mindfulness, o pratica della consapevolezza, nasce all’interno delle pratiche di meditazione del Buddhismo ed è basata sull’insegnamento e apprendimento della triplice consapevolezza del respiro, del corpo, e della mente. Dopo una collocazione storica delle pratiche di meditazione, viene presentato il loro sviluppo moderno ad opera di Claudio Naranjo e Jon Kabat-Zinn che hanno sganciato la pratica della consapevolezza da ogni adesione a valori e credenze religiose. La consapevolezza è intesa come stato ‘non-spontaneo’ di presenza mentale che richiede una forma particolare di attenzione esecutiva, e lo sviluppo di una attitudine mentale aperta alle nuove informazioni e punti di vista, nonché libera dai meccanismi automatici.

Vol. 32  N. 2  Agosto 2012

REVISIONE DEI CRITERI DIAGNOSTICI DI ADOS:ANALISI DELLA VALIDITÀ DIAGNOSTICA IN UNA CASISTICA ITALIANA IN ETÀ EVOLUTIVA

S. Guerini1, F. Gitti, R. Padovani, M. Gibertoni, G. Allibrio, M. Patrini, F. Polo, E.M. Fazzi, A. Tiberti

L’obiettivo della ricerca è quello di ripercorrere le tappe dei lavori di revisione degli algoritmi diagnostici del test ADOS 3 4 nel tentativo di portare un contributo italiano alla sperimentazione dei nuovi valori di cut-off per la diagnosi dei disturbi dello spettro autistico.
PROFILO COMUNICATIVO -SOCIALE NEI BAMBINI PARLATORI TARDIVI . STUDIO PILOTA ATTRAVERSO UN PROTOCOLLO PREVERBALE ORIGINALE

R. Padovani, C. Pedrazzi, G. Barbieri, M. Ierinò

Il profilo di sviluppo dei bambini parlatori tardivi è descritto in letteratura come spesso accompagnato da una generale immaturità degli ambiti della comunicazione non verbale, in particolare nell’uso dei gesti. Scopo del presente studio è indagare il profilo comunicativo-sociale di un gruppo di bambini parlatori tardivi utilizzando un protocollo originale per la valutazione di vari aspetti comunicativi prelinguistici (ad esempio, commento, richiesta, imitazione, uso dei gesti, capacità di aderire ai turni).
EFFETTI A SEI MESI DELL’ INTERVENTO PRECOCE NEI DISTURBI DELLO SPETTRO AUTISTICO

F. Muratori, R. Tancredi, A. Massagli, D. Esposito, L. Villa, A. Valli, M. Molteni, R. Militerni, A. Frolli, U. Balottin, T. Carigi, M.L. Gallo, V. Giuberti, A. Pitanti, C. Germelli, A. Giorgi, L. Vannucchi, M. Armellini, S. Campanile, C. Casella, A. Monti, S. Masini, G. Pini, S. Calugi, A. Narzisi

Negli ultimi anni è stata ripetutamente segnalata in letteratura l’importanza del trattamento precoce nell’autismo. Nel lavoro che qui presentiamo è stato studiato l’effetto del trattamento ‘as usual’ in un campione di bambini italiani reclutati in uno studio multicentrico.
GLI ENDOFENOTIPI NEL DISTURBO DELLO SPETTRO AUTISTICO

S. Cerullo, R.Sacco, A.M. Persico

Questo lavoro riassume le caratteristiche dei principali endofenotipi nel Disturbo dello Spettro Autistico (DSA). I fratelli/sorelle di individui con autismo hanno un rischio di sviluppare la malattia circa 25 volte maggiore rispetto alla popolazione generale; genitori e fratelli non affetti presentano tratti “sottosoglia” qualitativamente simili a quelli presenti in soggetti con autismo.
EPIDEMIOLOGIA ED ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI DI NPIA

A. Costantino, A. Monti

Con questo numero del “Giornale di Neuropsichiatria dell’Età Evolutiva” prende avvio una nuova Rubrica della rivista relativa all’epidemiologia ed organizzazione dei servizi di NPIA, fortemente voluta dal Direttore e dal Comitato di Redazione e che si colloca in linea con la lettera del Presidente del dicembre 2011.
UNA UFSMIA TOSCANA A CONFRONTO CON LE UONPIA DELL’EMILIA-ROMAGNA: UGUALI I MODELLI, SIMILI I LIMITI?

M. Camuffo

Vengono presentati i risultati di un confronto tra risorse strutturali ed umane e dati di attività di un servizio territoriale di salute mentale infanzia e adolescenza della Regione Toscana ed i corrispondenti servizi (UONPIA) della Regione Emilia-Romagna.
DISTURBO AUTISTICO E SINDROME DI WILLIAMS

M. Marino, R. Della Casa, R. Genesio, C. Figliuolo, M. Pia Riccio, C. Bravaccio

In questo articolo viene descritto il caso di un bambino di 9 anni con diagnosi di Sindrome di Williams associata a Disturbo dello Spettro Autistico.
LO SVILUPPO DELLA COGNIZIONE UMANA, LE DEVIANZE E LE POSSIBILITA’ DELLA RIABILITAZIONE COGNITIVA: IL RUOLO DELL'ESPERIENZA E DELLE MOTIVAZIONI

P. Balestri, S. Tamburello

L’argomento che dobbiamo affrontare è difficile e ambizioso perché si tratta delle funzioni cognitive, o funzioni superiori dell’uomo.
COLPA, SESSUALITA, PSICOTERAPIA

M. De Negri

Il rapporto tra colpa e sessualità certamente è stato ed è uno dei temi privilegiati nella prassi psicoterapeutica. È un rapporto tuttavia da sempre ambiguo, e che è venuto storicamente modificandosi, specie nel corso del secolo scorso: il rapporto tra sessualità e colpa, e il suo impatto nella morale e nella socialità, era assai diverso nei primi decenni del XX secolo (epoca in cui Freud propose ed elaborò la teoria psicanalitica dell nevrosi), rispetto ai primi decenni del secolo XXI, nel quale viviamo. Per documentare questo dato di fatto (pur se oggi ovvio luogo comune) basta confrontare gli inerenti temi della letteratura dell’epoca (p. es. nella narrativa di Pirandello), e i temi della pubblicistica e della cronaca attuale. Ci sembra dunque opportuna anche a riguardo della clinica, una rianalisi, pur se per sommi capi, di colpa e sessualità nella rispettive connotazioni e pertinenze, e nel loro rapporto, che è venuto e che viene radicalmente modificandosi.
APPROCCIO EVOLUTIVO ALLA NEUROPSICHIATRIA DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA

M.G. Martinetti, M.C. Stefanini

La segnalazione attraverso questa breve nota della nuova edizione, appena uscita, del manuale curato da Martinetti e Stefanini deriva prima ancora che dalla volontà di darne una tempestiva informazione ai lettori del Giornale di Neuropsichiatria dell’Età Evolutiva, dal piacere di parlare di un manuale di qualità, soprattutto per l’impostazione delle tematiche specifiche della nostra disciplina che esso propone. Due sono gli approcci secondo i quali le Autrici hanno scritto i loro contributi e organizzato quelli di chi ha collaborato con loro: quello evolutivo e quello dimensionale.

Vol. 32  N. 1  Aprile 2012

CEFALEE IN ETÀ EVOLUTIVA

F. Zellini, R. Guerrini

La cefalea è un disturbo relativamente comune nei bambini, con una prevalenza che raggiunge il 37% in età scolare.
CLASSIFICAZIONE DELLE CEFALEE IN ETÀ EVOLUTIVA

B. Gallai, S. Mazzotta, G. Mazzotta

Nel corso degli anni sono state proposte diverse classificazioni per le cefalee, ma i criteri pubblicati dall’International Headache Society nel 1988
CEFALEA IN ETÀ EVOLUTIVA: EPIDEMIOLOGIA

E. Tozzi, D. Maiorani, I. Ciancarelli, E. Sechi

Lo studio dell’epidemiologia delle cefalee in età evolutiva possiede una duplice valenza: il riconoscimento e di conseguenza il corretto management delle cefalee primarie
CEFALEA IN PRONTO SOCCORSO PEDIATRICO

I. Toldo, S. Sartori, D. De Carlo, P.A. Battistella

La cefalea è il motivo principale di consultazione in un Pronto Soccorso pediatrico in circa l’1% dei casi.
CEFALEE PRIMARIE: ASPETTI PATOGENETICI

R. Mariani1, A. Capuano, R. Torriero1, S. Tarantino, F. Vigevano, M. Valeriani

Le cefalee primarie sono patologie complesse, altamente disabilitanti.
CEFALEA DI TIPO TENSIVO: DIAGNOSTICA E TERAPIA

M. Carotenuto, M. Esposito, A. Pascotto

La Classificazione Internazionale delle Cefalee (ICHD-II) definisce la cefalea tensiva (TTH)
PRECURSORI E ANTECEDENTI EMICRANICI

P. Balestri, S. Tamburello

I precursori e antecedenti emicranici rappresentano un gruppo di disturbi, con presentazione durante l’infanzia e l’adolescenza
EMICRANIA IN ETÀ EVOLUTIVA: TERAPIA FARMACOLOGICA

P.A. Battistella, D. De Carlo, S. Sartori, I. Toldo

L’emicrania determina un marcato impatto sulla qualità di vita dei giovani pazienti.
CEFALALGIE AUTONOMICO-TRIGEMINALI IN ETÀ EVOLUTIVA

E. Del Bene

Le cefalalgie autonomico-trigeminali sono inserite nel capitolo 3 della Classificazione Internazionale delle Cefalee
TERAPIE COMPLEMENTARI E ALTERNATIVE NELLE CEFALEE PRIMARIE

M.G. Ledda, L. Porcu, C. Cianchetti

La frequente difficoltà di ottenere una risposta soddisfacente al dolore in molti casi di cefalea primaria spinge alla ricerca dei più vari rimedi alternativi ai farmaci di sintesi
CEFALEA E COMORBIDITÀ

B. Bellini, A. Cescut, V. Guidetti

La cefalea è uno dei più comuni sintomi neurologici riportati in adolescenza, portando ad alti livelli di assenze scolastiche ed essendo associata a diverse condizioni di comorbidità
CEFALEA, EMICRANIA E PSICOPATOLOGIA

U. Balottin, F. Ferro, T. Carigi, F. Piazza, C. Termine

Molti autori hanno ipotizzato un continuum anche patogenetico tra forme emicraniche e tensive nelle cefalee dell’infanzia e dell’adolescenza.
CEFALEE E DISTURBI DEL SONNO

L. Novelli, A. Mallucci, M. Della Corte, O. Bruni

Numerosi studi scientifici comprovano una stretta relazione tra sonno e cefalea: un disturbo del sonno spesso può determinare la comparsa e/o un peggioramento della durata e della frequenza degli attacchi cefalalgici.
CEFALEA ED EPILESSIA

I. Toldo, B. Bolzonella, M. Nosadini, S. Sartori, P.A. Battistella

Le possibili relazioni tra cefalea, in particolare emicrania, ed epilessia
CEFALEA E PATOLOGIE CEREBRO-VASCOLARI

C. Termine, L. Brembilla, C. Luoni, C. Uggetti, U. Balottin

L’esistenza di una relazione complessa tra cefalea e patologie cerebro-vascolari è nota da tempo.
LA FLOW CHART DIAGNOSTICA NELLA CEFALEA PEDIATRICA

G. Mazzotta, B. Gallai, S. Mazzotta

Nel presente lavoro gli autori illustrano gli elementi fondamentali nell’iter diagnostico dei minori con cefalea ricorrente.
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